Epilessia
L'epilessia è una condizione cronica neurologica caratterizzata da ricorrenti e improvvise crisi. La condizione prende il nome dal greco epilambanein, che significa 'essere sopraffatti, essere colti di sorpresa'. Infatti questa malattia, o meglio questo insieme di malattie (se ne conoscono più di 40 tipi diversi) è caratterizzata dall'improvvisa insorgenza di crisi epilettiche che, appunto, colgono il paziente di sorpresa.
È comunemente controllata con i farmaci, sebbene sperimentali metodi chirurgici stiano lentamente prendendo piede. Va precisato comunque che la terapia farmacologica è esclusivamente sintomatica, riuscendo a controllare la comparsa delle crisi, ma in nessun modo è disponibile una profilassi efficace o una terapia curativa.
Nel passato l'epilessia è stata associata ad esperienze religiose e anche a possessioni demoniache. Storicamente l'epilessia era chiamata la "Malattia Sacra" poiché secondo una visione popolare si credeva che gli attacchi epilettici fossero una forma di attacco dei demoni o comunque una manifestazione di potenza occulta.
È fra le malattie neurologiche più frequenti: colpisce dalle tre alle sette persone ogni mille, circa 2 milioni e mezzo di persone negli Stati Uniti. Le epilessie interessano l'1 per cento della popolazione italiana, oltre 500.000 persone. L'incidenza è di 50 nuovi casi per ogni 100.000 persone ogni anno, vale a dire circa 25.000 nuove unità all'anno. Possono insorgere a qualsiasi età; in circa l'80% dei casi, tuttavia, le crisi iniziano prima dei 20 anni, nell'infanzia e nell'adolescenza.
Con il termine di crisi epilettica si intende un'alterazione transitoria del comportamento, senza causa apparente, conseguente a una scarica patologica, ritmica e sincrona di un gruppo di neuroni cerebrali.
L'origine delle crisi è nel cervello.
Nei pazienti ammalati di epilessia accade che un gruppo o alcuni gruppi di neuroni siano, per motivi diversi, più eccitabili del normale e tendano ad accendersi improvvisamente tutti insieme.
Questo fenomeno viene definito scarica, perché corrisponde effettivamente a una scarica elettrica. Questa scarica può rimanere localizzata a livello del gruppo di neuroni che l'ha generata o propagarsi, proprio come un fulmine, per tutto il cervello.
A seconda del punto in cui la scarica inizia e delle zone del cervello che interessa, subito o successivamente, si verificheranno diversi tipi di sintomi.
Si può trattare anche di crisi non epilettiche, qualora causate da agenti esterni quali terapia elettroconvulsivante (ECT, il comune "elettroshock"), o farmaci convulsivanti. Con il termine di epilessia, invece, si intende un disturbo neurologico caratterizzato da un'imprevedibile periodicità del verificarsi di crisi epilettiche.
Le cause che portano un encefalo normale ad attivarsi in maniera parossistica fino a provocare una crisi epilettica sono ancora in parte oscure: le ultime ricerche si stanno rivolgendo verso il ruolo dei canali transmembrana per gli elettroliti voltaggio-dipendenti.
| Epilessia idiopatica |
- alla base c'è una specifica mutazione genetica
- es: epilessia mioclonica giovanile
- caratterizzate dall'assenza di malattie metaboliche o strutturali del cervello all'origine del disturbo e da un quadro neurologico del tutto normale nei periodi intercritici, cioè negli intervalli tra le crisi
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| Epilessia sintomatica |
- causata da una lesione parenchimale dovuta a lesioni pre-peri natali, che possono essere traumi da parto oppure complicanze come l'anossia perinatale; infezioni perinatali (specialmente da Cytomegalovirus - CMV), malformazioni (come la lissencefalia, o l'eterotopia); malattie cerebrovascolari, che modificano l'architettura cellulare a livello della lesione, con alterazioni anche a carico della rete dei neurotrasmettitori (ad esempio per il glutammato).
- crisi epilettica può essere indice premonitore di sofferenza di una determinata regione cerebrale, ed essere un "campanello d'allarme" per l'insorgenza futura di un accidente cerebrovascolare; neoplasie, traumi cranici, malattie infiammatorie come encefaliti, meningiti o infezione da virus HIV, patologie degenerative, come la Malattia di Alzheimer.
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| Epilessia criptogenica |
- non si conosce l'origine, ma che si suppone derivino da alterazioni strutturali del cervello
- si manifestano nella primissima infanzia
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Altro discorso è quello dello stabilire la causa di crisi epilettiche isolate, sporadiche, che avvengono in determinati contesti. C'è da dire che si assume che ogni cervello, se esposto a determinati stimoli, possa reagire con una scarica epilettica, senza che per alcun motivo il soggetto debba essere considerato epilettico. Questi stimoli sono costituiti da:
- stimolazioni luminose intermittenti
- deprivazione di sonno
- abuso, o interruzione brusca, di sostanze alcoliche o sostanze psicotrope
- alterazioni metaboliche (specialmente ipoglicemia)
- iperosmolarità o, al contrario, iposmolarità
La risposta ad uno di questi stimoli con una crisi epilettica (non va considerata come espressione di una malattia, ma di una "ipersensibilità" del cervello che risponde con una scarica a livelli inferiori rispetto alla media. L'allontanamento dallo stimolo nocivo porta, nella quasi totalità dei casi, a non avere mai più nella vita altre crisi.
Alcune donne possono avere delle crisi epilettiche in corrispondenza del ciclo mestruale; tali crisi, dette appunto "catameniali", non sono da considerarsi espressione di una sindrome epilettica definita, ma risposte abnormi a stimoli (come le alterazioni umorali indotte dal ciclo mestruale nella donna) che di per sé costituiscono uno stress per il cervello.
Ci sono, poi, condizioni patologiche diverse dall'epilessia che possono causare l'insorgenza di crisi tonico-cloniche. Queste condizioni sono:
- diabete
- infezioni cerebrali (meningite, encefalite)
- colpo di calore
- avvelenamento
- eclampsia gravidica (una complicanza che si può verificare in gravidanza)
- ipoglicemia (livelli di zucchero nel sangue molto bassi)
- febbre alta
- traumi cranici.
In tutti questi casi, l'insorgenza di una crisi epilettica è segno di estremo aggravamento della malattia e richiede immediato ricorso al Pronto soccorso.
| Crisi parziale |
Crisi parziali:
- rappresentano circa il 60% di tutte le forme di epilessia
- spesso causate da una lesione corticale da trauma, malformazioni nell'accrescimento, ictus cerebrali o altro, e raramente sono determinate geneticamente
- sono caratterizzate dal coinvolgimento primitivo di una parte ben localizzata della corteccia cerebrale, focolaio che può rimanere localizzato o espandersi, fino a coinvolgere entrambi gli emisferi (crisi parziali secondariamente generalizzate); crisi generalizzate nelle quali è coinvolta l'intera corteccia cerebrale fin dal principio della crisi.
- la scarica neuronale può riverberare, specialmente a livello del talamo (che renderebbe conto delle crisi cosiddette di tipo "assenza").
- divise in semplici (non causano perdita di coscienza) e complesse (perdita di coscienza)
Effetti della crisi:
- alterazioni motorie focali senza marcia (es: scossa alla mano di durata di 30 secondi-1 minuto)
- alterazioni motorie focali con marcia ( marce Jacksoniane: la crisi epilettica si diffonde attraverso la coteccia motoria quindi si ha una scossa alla mano, poi al braccio, poi alla gamba e infine al volto seguita a volte da paralisi di Todd)
- sintomi somatosensoriali o con sintomi sensitivi speciali
- sintomi vegetativi (sensazione epigastrica, piloerezione, dilatazione pupillare, vampate, sudorazione)
- sintomi psichici (allucinazioni, paura, rabbia, distorsioni del senso del tempo, alterazione della percezione)
- perdita di coscienza e automatismi come continuare a deglutire e masticare in crisi complesse)
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| Crisi generalizzata |
- rappresentano il 40% di tutte le sindorme epilettiche e, generalmente, hanno un'eziologia genetica
- possoo essere semplici o complesse
- sono classificate in diverse categorie a seconda del loro effetto
Attacchi di tipo assenza
- interruzione dello stato di coscienza dove la persona che sperimenta l'attacco sembra diventare assente e insensibile per un breve periodo di tempo (di solito 30 secondi)
- possono sopraggiungere leggere contrazioni muscolari
- non c'è perdita del tono posturale
Attacchi tonico-clonici
- un'iniziale fase di contrazione muscolare (fase tonica) che può portare a masticarsi la lingua (morsus), a perdere il controllo sfinterico e ad un grado di apnea tanto più pericoloso quanto più lunga è la durata della crisi stessa
- contrazioni muscolari ritmiche (fase clonica)
- si conclude con una fase detta di risoluzione dove il soggetto appare confuso indolenzito e con forte cefalea
Attacchi mioclonici
- sporadiche contrazioni muscolari e possono risultare in contrazioni di muscoli o gruppi muscolari a scatti
- manifestazione è rapida e della durata di meno di 500 mmsec
Attacchi clonici
- scosse muscolari rapide di durata maggiore a 500mmsec
Attacchi atonici
- portano il rilassamento del tono muscolare causando la caduta a terra dell'epilettico
Epilessia parziale continua
- raro tipo di attacchi motori ricorrenti che sono locali (faccia e mani) e ricorrono ogni pochi secondi o minuti per periodi estesi (giorni o anni)
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Oltre alla classificazione degli attacchi epilettici, esiste un'ulteriore classificazione che riguarda le sindromi epilettiche, ovvero il ripetersi periodico e imprevedibile di attacchi epilettici. Queste sono classificate in base al tipo di crisi che le caratterizza, all'età di esordio, all'eziologia, e vari altri fattori. Sono state identificate più di 40 sindromi epilettiche. Di seguito ne riportiamo le più diffuse.
| Epilessia rolandica benigna |
- o epilessia parziale benigna dell'infanzia
- è una epilessia idiopatica o primaria caratterizzata da crisi parziali che possono frequentemente generalizzare (crisi parziali secondariamente generalizzate)
- hanno origine nella zona rolandica del cervello. La crisi parziale interessa la faccia, con perdita di saliva dalla bocca e temporanea incapacità di parlare; se generalizza, si verifica il quadro classico della convulsione (crisi tonico-clonica)
- si verificano quasi sempre nelle ore notturnenel 95% dei casi guarisce spontaneamente prima dell'età adulta
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| Picnolessia o Piccolo male |
- o epilessia con crisi di assenza tipiche
- epilessia idiopatica o primaria dell'infanzia, caratterizzata da crisi generalizzate non convulsive
- nel 40% dei casi guarisce prima del raggiungimento dell'età adulta
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| Epilessia mioclonica giovanile (di Janz) |
- epilessia generalizzata che insorge nella pubertà dovuta a una malformazione genetica che è stata identificata (alterazione di un gene sul cromosoma numero 6)
- caratterizzata da spasmi dei muscoli della braccia (che vengono alzati e abbassati di scatto) che insorgono tipicamente al mattino al risveglio
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| Epilessia del lobo temporale |
- la più frequente sindrome epilettica di tipo parziale e sintomatica o secondaria
- si origina nel lobo temporale del cervello
- le crisi epilettiche si presentino con sintomi prevalentemente psichici, quali scatti di ira, o con disturbi cognitivi
- causa più frequente dell'epilessia del lobo temporale è la sclerosi dell'ippocampo, una malformazione congenita di questa zona del cervello
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| Sindrome di West |
- grave forma di epilessia criptogenetica della prima infanzia (insorge tra i 6 e i 12 mesi)
- ha tre caratteristiche sempre tra loro associate (definite triade diagnostica): spasmi infantili, arresto dello sviluppo psicomotorio del bambino e un caratteristico quadro all'EEG detto ipsaritmia
- lo sviluppo del bambino dal punto di vista motorio e intellettuale si arresta
- l'origine della malattia, sebbene ancora non identificata, è comunque in una profonda alterazione della struttura del cervello
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| Sindrome di Lennox-Gastaut |
- grave forma di epilessia criptogenetica dell'infanzia, insorge in un'età compresa tra 1 e 8 anni
- caratterizzata da molti tipi diversi di crisi, tra le quali le assenze, crisi atoniche (improvviso rilassamento dei muscoli, invece della contrazione che contraddistingue le crisi toniche, per cui il paziente può cadere dalla sedia o gli può ricadere la testa sul banco di scuola) e crisi tonico-cloniche generalizzate
- è invariabilmente presente un ritardo mentale più o meno grave
- spesso segue la Sindrome di West
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| Epilessia riflessa |
- le crisi sono scatenate da uno stimolo ambientale
- il tipo più comune è la fotosensibilità
- comincia nell'infanzia ed è associata alla picnolessia
- in un'alta percentuale di casi si risolve nell'età adulta
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| Crisi a grappolo |
- crisi che compaiono con frequenza ravvicinata le une alle altre
- durano pochi minuti
- può evolvere in uno stato di male epilettico
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| Stato di male epilettico |
condizione di convulsione continua, che non si interrompe spontaneamente e che se non curata può portare alla morte del paziente |
| Crisi febbrili |
- crisi tonico-cloniche che si verificano in concomitanza di episodi di infezione con febbre, generalmente, ma non necessariamente, alta
- fenomeno molto diffuso (interessano il 3-4 per cento di tutti i bambini) nella fascia di età tra i 3 mesi e i 5 anni
- componente di familiarità
- non sono una forma di epilessia
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Fra gli integratori alimentari coadiuvanti ai trattamenti tradizionali dell'epilessia, ricordiamo quelli contenenti:
- piri-piri
- mulungu
- manacá
- amor seco
- passionflower
- catuaba
- muira puama
- graviola
- tayuya
Articoli tratti da Wikipedia e Teamsalute
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