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Cellulite

La cellulite è un problema molto diffuso che colpisce circa otto donne su dieci.

La cellulite, o in termini medici la pannicolopatia fibro-edematosa, indica una condizione alterata del tessuto sottocutaneo, ricco di cellule adipose. E' caratterizzata da ipertrofia delle cellule adipose, ritenzione idrica e stasi dei liquidi negli spazi intercellulari.
In condizioni normali, le cellule adipose (adipociti) presenti nel tessuto sottocutaneo funzionano da riserva di energia per l'organismo. In caso di stasi del circolo venoso, questa riserva diventa difficile da utilizzare, si accumula fino a comprimere i capillari sanguigni, già fragili, che iniziano a trasudare plasma dalle loro pareti divenute porose. Il plasma si infiltra fra le cellule, e con il tempo provoca un'infiammazione del tessuto adiposo con formazione di fibrosi dei tessuti sottocutanei: i capillari vengono ulteriormente compressi e il drenaggio dei liquidi in eccesso si fa sempre più difficile. Si innesca  un circolo vizioso che autoalimenta questa patologia, perché di vera e propria patologia si tratta, anche se spesso viene etichettata come banale inestetismo.

                                                       CELLULITE
Fasi di crescita
  1. Edematosa: crea un edema (un accumulo di liquidi) ed è presente nel tessuto adiposo, soprattutto intorno alle caviglie, ai polpacci, alle cosce e alle braccia. La cute è ancora tesa ed elastica ma si comincia ad avvertire un senso di pesantezza agli arti
  2. Fibrosa: forma una fibrosi, aumenta cioè il tessuto connettivo che indurisce quello adiposo. È caratterizzata da piccoli noduli e dalla pelle "a buccia d’arancia". Spesso sono presenti capillari dilatati anche in forma ramificata. Sono tutti sintomi di cattiva ossigenazione, fragilità vasale e difficoltà a smaltire i grassi
  3. Sclerotica: forma una sclerosi così che il tessuto diventa duro e nascono noduli di grandi dimensioni. Il numero dei capillari dilatati, quasi sempre presenti, aumenta. Appaiono degli ematomi, segno di fragilità capillare. La superficie cutanea non è più omogenea e levigata, ma presenta il tipico aspetto "a materasso": è fredda al tatto a causa dell'insufficienza circolatoria, è dolente se viene toccata anche con modesta pressione e, se viene compressa, lascia una depressione che scompare solo dopo alcuni secondi
Cause Fattori primari (sesso, razza, familiarità):
  • Sesso e razza: l’essere donna e di razza bianca sono fattori primari per la cellulite, perché nella donna prevale l’azione degli ormoni femminili, cioè gli estrogeni, sui recettori specifici. Non a caso, il problema comincia con l'adolescenza, periodo in cui vi è una vera e propria tempesta ormonale che segna il passaggio dall'infanzia all'età adulta. Inoltre, la tipica conformazione delle donne bianche “a pera” fa sì che si abbia un accumulo di chili in eccesso nella zona dai fianchi fino al ginocchio, causando ritenzione idrica e sofferenza circolatoria. 
  • Componente familiare: alcuni disturbi del microcircolo spesso si tramandano tra consanguinei e l'insufficienza venosa e linfatica con fragilità capillare costituiscono l'anticamera della cellulite

Fattori secondari (patologie, assunzione farmaci, fattori ormonali, ecc.):

  • Il ciclo mestruale: l’aspetto a buccia d’arancia nel periodo pre-mestruale si accentua
  • La gravidanza:  aumenta il livello degli estrogeni ormoni femminili, comportando  un miglioramento dell'umore, ma anche un aumento dell'appetito, del ristagno dei liquidi e, quindi, un aggravamento della circolazione sanguigna
  • Di norma, la cellulite diminuisce dopo la menopausa, in assenza di trattamento ormonale sostitutivo

Fattori aggravanti (stile di vita):

  • Vita sedentaria o dimagrimento eccessivamente rapido causano il cedimento del tessuto muscolare cede e un aggravarsi della situazione visiva della cellulite
  • Un'alimentazione sbagliata, eccessivamente ricca di calorie e di cibi ricchi di grassi e di sale, porta alla formazione di accumuli di adipe localizzato e alla ritenzione dei liquidi
  • Postura sbagliata e con gambe accavallate o passare troppo tempo in piedi immobili contribuiscono ad aggravare la circolazione sanguigna e quindi la cellulite
  • L’abbigliamento troppo stretto comprime i vasi e comporta una cattiva circolazione
  • Scarpe troppo strette o con tacchi troppo alti ostacolano il ritorno venoso e linfatico e impediscono il corretto funzionamento della "pompa venosa”
  • Stress e fumo sono altri fattori che aggravano lo stato della cellulite. Lo stress aumenta infatti il livello degli ormoni, mentre il fumo ha un’azione vasocostrittrice oltre ad aumentare la quantità di radicali liberi che peggiorano il microcircolo e aiutano ad accelerare l’invecchiamento cutaneo
  • Il sovrappeso è uno dei fattori che causa la cellulite.
Tipologia
  • Compatta: colpisce soprattutto i soggetti in buona forma fisica con una muscolatura tonica poco mobile. La zona più interessata è spesso dolente e sulla cute compaiono delle smagliature. Localizza sulle ginocchia, cosce e sui glutei. Si accompagna quasi sempre a segni di affaticamento venoso o linfatico di ritorno degli arti inferiori
  • Flaccida: colpisce le persone di mezza età che hanno tessuti ipotonici o  soggetti che variano di peso. Si localizza all’interno delle cosce e delle braccia
  • Edematosa: è caratterizzata dal ristagno di liquidi a livello dei glutei e del bacino, che conferisce ai tessuti un aspetto gonfio e spugnoso. E' molto dolente al tatto e spesso anche spontaneamente. È sempre assocciata ad una cattiva circolazione venosa e linfatica degli arti inferiori: inizialmente compare solo un senso di pesantezza e di tensione alle gambe ed ai piedi, ma col passare degli anni si possono aggiungere segni più marcati di insufficienza venosa fino ad avere la presenza di gonfiori tali che la digitopressione lascia un incavo persistente sulla pelle. Questa forma costituisce lo stadio finale della degenerazione ed è caratterizzata da tessuto spugnoso, cascante in posizione eretta ed oscillante quando si cammina. Alla palpazione il tessuto muscolare è praticamente inconsistente.
Trattamento:
  • Dieta: la prevenzione inizia dalla tavola e qualsiasi trattamento è destinato a dare risultati modesti se non lo si associa ad uno stile di vita sano e  non si rivedono le abitudini alimentari. Un'alimentazione equilibrata ed adeguata fa sì che pesantezza, gonfiori degli arti e cellulite, possano essere prevenuti e curati. Nello scegliere gli alimenti da consumare nella dieta bisogna fare attenzione a quelli che favoriscono il ristagno e gonfiano i tessuti. Innanzitutto, è necessario ridurre il sale, poiché il sodio trattiene i liquidi che, accumulandosi negli interstizi tra le cellule, ostacolano la circolazione. E' consigliabile inoltre bere molta acqua (1-1,5 l al giorno), per disintossicare l'organismo dalle tossine. Evitare di assumere quantità eccessive di cibi e bevande che affaticano il fegato, impedendogli di svolgere la sua azione depuratrice (caffè, cioccolato, bevande alcoliche, fritture, ecc.). E' consigliabile mangiare cibi ad alto contenuto di fibre (che favoriscono il transito intestinale e l'evacuazione delle scorie alimentari, riducendo l'assorbimento di zuccheri e grassi), di vitamina C, vitamina E, potassio (che contrasta il sodio),  di bioflavonoidi (contenuti in quantità elavata nei mirtilli e nei frutti di bosco in generale, aiutano la microcircolazione)
  • Attività fisica: Lo sport serve non solo ad incrementare la combustione dei grassi e quindi ad avere un fisico asciutto, ma aiuta anche a tonificare i muscoli e a stimolare la circolazione. La ginnastica più utile è quella di tipo aerobico, che stimola l'ossigenazione dei tessuti e mobilita i depositi di grasso. Almeno mezz'ora al giorno di esercizio fisico è il tempo ideale per ottenere risultati concreti e mantenersi in forma. Fra le attività consigliate ci sono il nuoto, la bicicletta, il jogging, lunghe camminate, ginnastica a corpo libero e atletica leggera
  • Supplementi nutrizionali: andiroba (topico), chá de bugre
  • Trattamenti localizzati da casa: un buon automassaggio, con prodotti che svolgano azione drenante, lipolitica e vasoprotettrice può senz'altro migliorare il quadro estetico, senza però avere la presunzione di eliminare l'inestetismo alla fonte (quando, per esempio, c'è un problema di stasi venosa). L'idromassaggio può essere sfruttato per l'azione levigante, rassodante e drenante dei liquidi interstiziali dovuta al flusso sulla pelle delle bollicine prodotte dall'apparecchio, che funzionano esattamente come un micromassaggio
  • Trattamenti estetici: massaggio estetico (drena i liquidi in eccesso e aiuta l'eliminazione di gonfiori e pesantezza alla gambe), linfodrenaggio (riattiva la circolazione linfatica responsabile dello smaltimento delle tossine), pressoterapia (massaggio e linfodrenaggio eseguito da un macchinario), endermologie (massaggio computerizzato teso a riattivare la microcircolazione artero-venosa), elettrostimolazione (aiuta a tonificare e rassodare i tessuti)
  • Trattamenti medici: mesoterapia (iniezione nelle zone interessate di miscele di farmaci, anche omeopatici, ad azione lipolitica, drenante e vasoprotettrice), microterapia, ultrasuoni, elettrolipolisi, ossigeno-ozono terapia (iniezioni di una miscela di ossigeno e azoto con un effetto lipolitico, drenante, rivitalizzante dei tessuti), agopuntura, ionoforesi, crioelettroforesi.
  • Trattamenti chirurgici: lipoaspirazione (il grasso tra la pelle e lo strato muscolare viene risucchiato mediante l'inserimento, nelle piccole incisioni praticate dal chirurgo, di cannule sottili lunghe circa 12-15 cm e collegate ad una macchina aspirante), liposcultura superficiale (si procede in maniera simile alla lipoaspirazione, agendo però più in superficie attraverso delle minuscole incisioni appena sotto il derma) laserlipolisi interstiziale (la luce emessa dal laser genera un calore che altera la membrana della cellula adiposa fino a provocarne la distruzione)



                                                                                        Articoli tratti da Wikipedia



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