Sindrome Premestruale (PMS)
La sindrome premestruale (PMS) è un gruppo di sintomi fisici, psicologici ed emotivi collegati al ciclo mestruale. Mentre gran parte delle donne in età fertile presentano alcuni sintomi premestruali, le donne che soffrono di PMS presentano dei sintomi di entità sufficiente a interferire con alcuni aspetti della vita. In alcuni casi, i sintomi sono così gravi da essere considerati debilitanti. Questa forma di PMS viene chiamata dal punto di vista psichiatrico disturbo disforico premestruale(PMDD).
La sindrome premestraule è un insieme di mutamenti ormonali che scatenano una vasta gamma di sintomi fisici ed emotivi, che vanno da rabbia e irritabilità, a crampi addominali e gonfiore mammario, fino alla bramosia per il cibo.
La sindrome premestruale colpisce generalmente le donne in età fertile 7-14 giorni prima della mestruazione e scompaiono quando questa inizia.
Ci sono più di 150 sintomi associati alla PMS, tanto che spesso è difficile da diagnosticare. I sintomi e la loro gravità variano a seconda dei soggetti e dei mesi. Gran parte delle donne colpite da PMS sperimentano solo alcuni dei sintomi.
I sintomi più comuni comprendono:
- gonfiore addominale
- aumento di peso dovuto alla ritenzione idrica premestruale
- depressione
- stress o ansia
- cambiamenti di umore, irritabilità o rabbia
- gonfiore al seno
- crisi di pianto
- insonnia
- dolori muscolari ed ossei
- mal di testa
- esaurimento
- acne
- difficoltà di concentrazione
- isolamento sociale
- aumento della temperatura corporea
- peggioramento di disturbi cutanei, respiratori (allergie, infezioni) o degli occhi pre-esitenti
- cambiamento nella pulsione sessuale (aumento o diminuzione della libido)
- bramosia per il cibo (specialmente per carboidrati, cioccolato e altri dolci).
La causa esatta della PMS non è del tutto chiara. In ogni caso, sembra derivare dalla combinazione di mutamenti ormonali, fattori genetici, nutrizionali e psicologici.
I principali fattori collegati alla sindrome premestruale comprendono:
- livello di ormoni, ovvero aumento/diminuzione dei livelli di estrogeni, progesterone e cortisolo
- fattori genetici
- neurotrasmettitori
- dieta (carenza di calcio e magnesio e ipoglicemia).
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