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Vitamina C

La vitamina C è una sostanza che possiede un'azione anti-scorbuto e include due componenti e i loro sali: l'acido ascorbico e l'acido deidroascorbico.

La vitamina C è un nutriente essenziale per gli uomini e pochissime altre specie di animali, dal momento che gran parte degli animali, delle piante e delle alghe possono sintetizzare la vitamina C direttamente dal glucosio e dagli altri zuccheri. Tutti gli animali che necessitano di vitamina C sono animali a cui manca l'enzima L-gulano-gamma-lattone ossidasi, vale a dire l'ultimo passo nella sintesi dell'acido ascorbico dal glucosio.

L'assorbimento di vitamina C da parte dell'intestino tenue dipende dalla quantità assunta. Assumendo 30 mg al giorno, la vitamina è quasi totalmente assorbita. Con una quantità assunta fra i 30 e i 180 mg, ne viene assorbito il 70-90%, mentre dosi di 1-1,5 g vengono assorbite per il 50%.
Metabolizzato nell'intestino, l'acido ascorbico viene poi inviato ai tessuti. I livelli più elevati di acido ascorbico si trovano nella ghiandola pituitaria, nei surreni, nei globuli bianchi e nel cervello.

Circa il 90% della vitamina C nella dieta è procurato da frutta e verdura. La vitamina C è presente soprattutto nei vegetali a foglia verde come peperoni, agrumi, cavoli di Bruxelles, cavolfiori, verze, broccoli, spinaci, kiwi e fragole. La vitamina può perdersi nel caso in cui questi alimenti vengano tenuti all'aria per molto tempo o dentro contenitori di metallo. La cottura può comportare perdita di vitamina (in taluni casi fino al 75%); tale fenomeno può essere ridotto adottando una cottura che sia il più possibile rapida ed in poca acqua.

La più grave forma di sindrome da deficienza di vitamina C è lo scorbuto. Questa patologia interessa in particolare la produzione di collagene e di sostanza cementante intercellulare. Ciò determina alterazioni a livello dei vasi sanguigni con comparsa di emorragie, rallentamento della cicatrizzazione delle ferite, gengiviti, sanguinamento delle gengive ed osteoporosi delle ossa. Nei bambini si ha anche un arresto della crescita. Le varie emorragie sviluppantesi possono portare anche ad un quadro di anemia sideropenica.
In generale, i sintomi dello scorbuto comprendono gengive infiammate e sanguinanti, ecchimosi, ipercheratosi follicolare, peli elicoidali, emorragie perifollicolari, cicatrizzazione compromessa, occhi e bocca secchi (sindrome di Sjögren), artralgia, effusioni articolari, debolezza muscolare, mialgia, affaticamento, depressioni, infezioni frequenti, anemia, anoressia, diarrea, disturbi polmonari e renali.

Molti dei sintomi dello scorbuto, in particolare quelli legati al tessuto connettivo, possono essere spiegati attraverso i documentati ruoli biochimici della vitamina C e, nello specifico, dal suo ruolo di co-fattore per l'enzima coinvolto nella formazione del collagene. Il collagene sintetizzato in assenza di acido ascorbico (come accade nello scorbuto) non può formare le fibre in modo appropriato e ne risultano diversi difetti, come la fragilità dei vasi sanguigni. Nelle reazioni enzimatiche che portano alla formazione del collagene l'acido ascorbico partecipa ed agisce come agente riduttore.
L'acido ascorbico è inoltre coinvolto nella biosintesi di altri componenti del tessuto connettivo, fra cui l'elastina, la fibronectina, i proteoglicani, la matrice ossea e la fibrillina associata all'elastina. Sembra avere un ruolo nell'espressione del gene del collagene e nella secrezione cellulare del procollagene.
L'affaticamento e la debolezza dello scorbuto possono essere collegate ad una mancanza di L-carnitina, nella cui biosintesi l'acido ascorbico è un fattore cruciale.
In più, l'acido ascorbico è coinvolto nella modulazione dell'assorbimento, del trasporto e dell'immagazzinamento del ferro. Aiuta infatti l'assorbimento intestinale del ferro e ne stimola la sintesi. Partecipa anche alla conversione del colesterolo in acido biliaco come agente riduttore.
L'acido ascorbico è uno degli antiossidanti più rinomati e probabilmente gioca un ruolo preventivo di alcuni disturbi degenerativi cronici, come i disturbi coronarici e il cancro.

La vitamina C ha un'azione antiossidante. Può avere anche azioni anti-aterogeniche (contro l'arterosclerosi), anti-ipertensive (abbassa la pressione sanguigna), antivirali, antistaminiche, immunomodulanti, oftalmoprotettive e protettive delle vie respiratorie. Può aiutare nella disintossicazione di alcuni metalli pesanti, come il piombo e altri elementi tossici e, come documentato da alcuni studi, ha una probabile azione inibitoria in vitro della replicazione del virus umano dell'immunodeficienza 1 (HIV-1).

Gli effetti antiossidanti di vitamina C sono stati ben documentati: numerosi studi hanno dimostrato che la vitamina C può proteggere i lipidi del plasma, il DNA e le proteina da numerosi processi ossidativi.

L'attività antiossidante di vitamina C gioca un ruolo importante nell'azione cardioprotettiva. Numerosi studi hanno mostrato come la vitamina C, da sola o combinata con altri nutrienti, può inibire significativamente non solo l'ossidazione delle lipoproteine a bassa densità, ma anche del colesterolo totale.

Numerosi studi hanno mostrato un positivo effetto sull'ipertensione e sulla vasodilatazione in soggetti affetti da disturbi dell'arteria coronarica, da diabete di tipo 1 e 2, e in fumatori.

In via del tutto sperimentale, è stata documentata una possibile attività protettiva della vitamina C contro diversi tipi di cancro, soprattutto attraverso il suo effetto inibitorio dell'ossidazione del DNA e di altri processi ossidanti e il suo possibile effetto sul sistema immunitario. Numerosi studi epidemiologici hanno mostrato una significativa relazione fra una più alta assunzione di vitamina C attraverso la dieta e una più bassa incidenza di tumori, in particolare quelli colon-rettali, dello stomaco, dei polmoni, del seno, esofageo, della cavità orale e lari-faringeo.
Molti studi hanno suggerito che un'integrazione dietetica di vitamina C potrebbe ridurre la tossicità e/o aumentare l'efficacia di alcuni trattamenti tradizionali contro il tumore. Tuttavia, i risultati sono ancora discordanti.

Studi hanno verificato che la vitamina C può inibire la crescita dell'Helicobacter pylori e, quindi, ridurre l'incidenza delle ulcere e dei carcinomi gastrici. In vitro, alte concentrazioni di vitamina C hanno inibito più del 90% la crescita dell'H. pylori.

La vitamina C ha inoltre mostrato numerose azioni sul sistema immunitario. E' stato dimostrato che può modulare favorevolmente i linfociti e i fagociti.

Lo studio sulla possibile proprietà che la vitamina C avrebbe di diminuire l'incidenza dei comuni raffreddori ha invece dato esito negativo. Tuttavia, in tre esami su soggetti sofferenti di stress fisico acuto, l'integrazione di vitamina C ha portato ad una riduzione del 50% nell'incidenza del comune raffreddore. Una serie di 4 esami inglesi ha invece dimostrato una riduzione del 30% nell'incidenza del raffreddore in coloro a cui era stata somministrata vitamina C.
E' stato evidenziato come la vitamina C possa essere di beneficio per coloro che soffrono di polmonite e bronchite, così come possa proteggere le vie respiratorie dagli effetti di allergeni, infezioni virali e agenti irritanti, ovvero da tutti quei fattori che possono aumentare lo stress ossidativo delle vie respiratorie che porta alla broncocostrizione.

Alti dosaggi di vitamina C sono stati associati  alla riduzione dell'incidenza delle cataratte. Uno studio ha riportato che una somministrazione media di 300 mg al giorno di vitamina C può ridurre del 70% il rischio di cataratte.

Recentemente, è stato scoperto che i livelli di acido ascorbico nelle donne sono legati inversamente alla presenza di disturbi alla cistifellea.

Un altro esame recente ha studiato gli effetti della somministrazione giornaliera di 500 mg di vitamina C per 50 giorni in individui con fratture al polso che erano state trattate tradizionalmente, riportando una riduzione dell'incidenza della distrofia simpatetica riflessa.

I ricercatori hanno inoltre scoperto che la vitamina C può aiutare nel proteggere le cellule dell'endotelio e ridurre la permeabilità dei capillari riducendo quindi la perossidazione lipidica nei casi di bruciature. Alcuni di questi stessi meccanismi possono probabilmente spiegare l'effetto benefico di vitamina C per diversi tipi di ferite e per i disturbi delle gengive.

Infine, un'analisi ha mostrato che la somministrazione 500 mg di vitamina C a soggetti con problemi d'asma 90 minuti prima di fare esercizio fisico poteva ridurre gli spasmi bronchiali.


                                                     VITAMINA C
Azioni principali: antiossidante, anti-aterogenico (contro l'arterosclerosi), anti-ipertensivo (abbassa la pressione sanguigna), antivirale, antistaminico, immunomodulante, oftalmoprotettiva e protettiva delle vie respiratorie, disintossicante
Usi principali:
  • malattie croniche caratterizzate dal danneggiamento ossidativo delle molecole biologiche
  • disturbi cardiovascolari e cancro (specialmente se causato dal fumo)
  • raffreddore, infezioni respiratorie, asma
  • cataratte
  • ulcere causate da Helicobacter pylori e carcinomi gastrici
  • disturbi della cistifellea nelle donne
  • ferite, bruciature
  • benessere delle gengive
  • disintossicazione
  • osteoporosi
Dosaggio standard: La dose minima sufficiente per evitare lo scorbuto è di circa 10 mg al giorno. Tuttavia, le dosi minime consigliate dai vari enti sanitari nazionali vanno dai 45 mg ai 2 g al giorno. In particolare:
  • nei fumatori la dose minima giornaliera andrebbe raddoppiata, in quanto sembra che il loro ricambio di vitamina C sia aumentato del 40%
  • nelle donne in gravidanza si ritiene che la quantità giornaliera minima vada aumentata di 10 mg al giorno,
  • nelle donne che allattano si dovrebbe aumentare la dose minima di 30 mg al giorno
Controindicazioni:
  • Evitare l'uso se si è particolarmente sensibili alla vitamina C
  • Durante la gravidanza e l'allattamento non superare le dosi consigliate
  • Se si soffre di disturbi renali o di insufficienza renale, non superare le dosi consigliate
  • Gli individui che soffrono di emocromatosi, talassemia, anemia sideroblastica, anemia falciforme e deficienza eritrocitica non dovrebbero superare le dosi consigliate
  • Dosaggi elevati di vitamina C (superiori a 10 g al giorno) possono causare disturbi gastrointestinali come nausea, crampi addominali, diarrea e flatulenza
Interazioni con farmaci:
  • L'assunzione di vitamina C a dosaggi elevati allo stesso tempo di anti-acidi contenenti alluminio, può aumentare la escrezione urinaria di alluminio
  • L'uso cronico di alti dosaggi di aspirina può portare ad uno squilibrio di vitamina C
  • La vitamina C può potenziare l'azione anti-neoplastica di alcuni agenti chemioterapici




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