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Pau d'arco

(Tabebuia impetiginosa)

Famiglia: Bignoniaceae
Genere: Tabebuia
Specie: impetiginosa
Sinonimi: Tabebuia avellanedae, T. ipe, T. nicaraguensis, T. schunkeuigoi, T. serratifolia, T. altissima, T. palmeri, Gelseminum avellanedae, Handroanthus avellanedae, H. impetiginosus, Tecoma adenophylla, Tecoma avellanedae, Tecoma eximia, Tecoma impetiginosa, Tecoma integra, Tecoma ipe
Nomi comuni: Pau d’arco, ipê, ipê roxo, lapacho, tahuari, taheebo, trumpet tree, ipê-contra-sarna, tabebuia ipê, tajy
Elementi fitochimici: Aluminum, Anthraquinones, Ascorbic-acid, Ash, Beta-carotene, Beta-sitosterol, Calcium, Carbohydrates, Chromium, Chrysophanic-acid, Cobalt, Dehydro-alpha-lapachone, Dehydroisolapachone, Dehydrotectol, Fat, Fiber, Iron, Lapachol, Magnesium, Manganese, Naphthoquinones, Niacin, Phosphorus, Potassium, Protein, Riboflavin, Selenium, Silicon, Sodium, Thiamin, Tin, Zinc
Parte usata: Corteccia, legno

                                               PROPRIETA' E AZIONI
Azioni principali:
  • uccide i batteri
  • uccide i funghi
  • combatte le cellule leucemiche
  • uccide i virus
  • allevia il dolore
  • riduce le infiammazioni
  • uccide i parassiti
  • combatte i radicali liberi
  • riduce i tumori
Altre azioni:
  • fluidifica il sangue
  • potenzia l'immunità
  • leggermente lassativo
  • allevia i reumatismi
  • asciuga le secrezioni
Dosaggio standard:
Corteccia, cuore del legno.
Decotto: 1/2 tazza 2-4 volte al giorno;
Tintura: 2-3 ml 2-3 volte al giorno;
Capsule: Sconsigliate

Pau d'arco è un enorme albero nativo della foresta amazzonica e di altre aree tropicali di Sud America e America Latina. Cresce fino a 30 m di altezza e la base dell'albero può raggiungere i 2-3 m di diametro. L'albero è molto apprezzato dai taglialegna poiché il suo legno di alta qualità è uno dei più forti e durevoli dei tropici. Il legno di pau d'arco è usato diffusamente per la costruzione di case, barche e attrezzi agricoli.
Il nome comune pau d'arco si riferisce a diverse specie di Tabebuia che vengono ustae intercambiabilmente nei sistemi di medicina erboristica. La T. impetiginosa, conosciuta per i fiori purpurei e spesso chiamata “lapacho purpureo”, è quella che viene più usata nella medicina erboristica. Le altre specie di pau d'arco producono fiori rosa (T. heptaphylla), gialli (T. serratifolia e T. chrysantha) o bianchi (T. bahamensis). Sebbene queste specie abbiano una composizione fitochimica simile, sono specie d'albero differenti.

I costituenti e gli elementi attivi di pau d'arco sono stati documentati in numerose ricerche a partire dagli anni '60, gran parte delle quali condotte per testare il suo uso tradizionale per diversi tipi di cancro. La pianta contiene una considerevole quantità di elementi conosciuti come chinoidi, e quantità minori di benzenoidi e flavonoidi. Questi chinoidi hanno manifestato la maggiore attività biologica documentata e sono stati riscontrati essere i responsabili dell'efficacia della pianta come rimedio erboristico. Negli anni '60, estratti del cuore del legno e della corteccia hanno dimostrato di avere effetti antitumorali in test di laboratorio, attirando così l'interesse del National Cancer Institute statunitense. I ricercatori hanno evidenziato come elemento più potente un naftochinone chiamato lapacholo.
Dal 1970, una ricerca condotta dal National Cancer Institute testava il lapacholo su pazienti affetti da cancro, riportando però un insuccesso per la prima fase di studio che mirava a produrre un effetto terapeutico senza effetti collaterali: la ricerca fu sospesa poco dopo. Gli effetti collaterali che erano stati riscontrati erano nausea e vomito (effetti molto comuni con i farmaci chemioterapici) e un'attività anti-vitamina K (la principale preoccupazione è che causasse anemia ed effetti anticoagulanti). E' interessante però come gli altri elementi chimici presenti nella pianta (che inizialmente avevano dimostrato effetti antitumorali positivi e una tossicità molto bassa) abbiano effetti positivi sulla vitamina K e, quindi, compensino gli effetti negatici del lapacholo. Sebbene il National Cancer Institute avesse abbandonato la ricerca, un altro gruppo sviluppò un analogo del lapacholo nel 1975. Uno studio riportò che questo analogo poteva aumentare l'aspettativa di vita di soggetti affetti de leucemia dell'80%. In uno studio (non controllato) del 1980 su nove pazienti affetti da vari tipi di tumore (fegato, reni, seno, prostata e cervice) fu riportato che il lapacholo puro poteva rimpicciolire i tumori e ridurre il dolore causato da essi (e tre pazienti si sono completamente rimessi).

Il database fitochimico depositato al Departement of Agriculture statunitense documenta che il lapacholo è un elemento anti-ascessi, anti-carcinomico, antiedemico, antinfiammatorio, antimalarico, antisettico, antitumorale, antivirale, battericida, funghicia, insettifugo, pesticida, protisticida, depressivo respiratorio, schistosomicida, termiticida e viricida. Anche un altro elemento, il beta-lapachone, è stato studiato attentamente per azioni simili al lapacholo (antimicrobica, antimicotica, antivirale, antitumorale, antileucemica e antinfiammatoria) con pochi effetti collaterali. In uno di questi studi sul beta-lapachone e altri chinoni in pau d'arco, i ricercatori hanno riportato che “Grazie alla loro potente attività contro la crescita dei cheratinociti umani, alcuni composti derivati dal lapacholo sembrano essere promettenti come agenti antipsoriasici”. Un brevetto statunitense del 2002 cita poi il beta-lapachone per la sua significativa attività anticancerogena contro le linee cellulari tumorali della leucemia promielocitica, della prostata, del glioma maligno, del colon, dell'epatocarcinoma, del seno, delle ovaie, pancreatico, del mieloma multiplo e delle cellule resistenti ai farmaci. In ancora un altro brevetto statunitense, il beta-lapachone è stato citato per l'abilità di inibire la crescita del tumore alla prostata.

Accanto alle riportate attività antitumorali e antileucemiche, pau d'arco ha dimostrato azioni di ampio spettro contro numerosi disturbi causati da microorganismi. Studi clinici hanno dimostrato le proprietà antimicrobiche in vitro di molti dei componenti attivi di pau d'arco contro batteri, funghi e lieviti (inclusi Candida, Aspergillus, Staphylococcus, Streptococcus, Helicobacter pylori, Brucella, tubercolosi, polmonite e dissenteria).
Inoltre, un estratto acquoso caldo di pau d'arco ha dimostrato un'azione antibatterica contro lo Staphylococcus aureus e l 'Helicobacter pylori (i batteri che causano le ulcere allo stomaco), e Brucella. Un estratto acquoso di pau d'arco ha anche mostrato una potente azione contro 11 ceppi di funghi e lieviti. Infine, pau d'arco ha dimostrato in vitro proprietà antivirali contro diversi tipi di virus, inclusi l'Herpes I e II, l'influenza, la poliomelite e le stomatititi vescicolari. Anche le sue azioni antiparassitarie contro numerosi parassiti (fra cui malaria, schistosoma e tripanosoma) sono state confermate. Infine, estratti di corteccia hanno dimostrato attività antinfiammatorie contro una vasta gamma di infiammazioni.

Pau d'arco ha una lunga e ben documentata storia di utilizzo da parte degli indigeni della foresta pluviale, probabilmente precedente agli Incas. Numerose tribù indiane hanno utilizzato il legno di pau d'arco per secoli per costruire i loro archi da caccia. I Guarani e i Tupi chiamano questo albero “tajy”, vale a dire “avente forza e vigore”. Usano infatti la corteccia per trattare vari disturbi e come tonico. Pau d'arco viene anche utilizzato dagli indigeni della foresta amazzoniaca per malaria, anemia, coliti, problemi respiratori, raffreddori, tosse, influenza, infezioni da fungo, febbre, artrite e reumatismi, morsi di serpente, cattiva circolazione, bolle, sifilide e cancro.

Pau d'arco è un'importante risorsa della foresta pluviale che vanta molte applicazioni nella medicina erboristica. Sfortunatamente, la sua popolarità ed uso sono controversi, a causa dei risultati incostanti ottenuti con il suo utilizzo. Per la maggior parte, sembra ciò sia stato causato da una mancanza di controllo di qualità e dalla confusione su quale parte della pianta usare e come prepararla. Molte specie di Tabebuia hanno qualcuno o nessuno dei costituenti attivi delle reali specie officinali.
Inoltre, molti consumatori non sono a conoscenza del fatto che per ottenere i migliori risultati quando si estraggono gli elementi attivi di pau d'arco è necessario bollire la corteccia e/o il legno per almeno 8-10 minuti, piuttosto che porli in infusione come un semplice tea (il lapacholo e gli altri chinoidi non sono molto solubili in acqua).

Riportiamo di seguito un breve sommario sugli usi etnomedici di pau d'arco.

Regione Usi
Amazzonia per raffreddori, tosse, febbre, influenza, leishamniosi, irritazioni, infezioni del tratto urinario
Argentina per diarrea, infezioni respiratorie, infezioni del tratto urinario
Bahamas per mal di schiena, gonorrea, incontinenza, mal di denti, disturbi urinari
Brasile per allergie, artriti, asma, piede dell'atleta, infezioni batteriche, pipì notturna, coagulante sanguigno, bolle, borsiti, cancro, dolori tumorali, candida, cattiva circolazione, raffreddori,coliti, stipsi, cistite, diabete, dissenteria, eczema, febbre, influenza, infezioni da fungo, gastriti, gengiviti, gonorrea, ernia, emorroidi, emorregie, herpes, morbo di Hodgkin, disturbi autoimmuni, impetigine, infiammazioni, prurito, leishmaniosi, leucemia, disturbi del fegato, malaria, parassiti, prostatiti, psoriasi, problemi respiratori, reumatismi, tricofizie, scabbia, problemi cutanei, morsi di seprente, mal di gola, stomatiti, problemi di stomaco, sifilide, mal di gola, tendiniti, ulcere, infezioni del tratto urinario, disturbi uterini, muco vaginale, vene varicose, verruche, ferite, e come astringente, diuretico, anti-dolorifico e tonico
Costa Rica per cancro, raffreddori, febbre, mal di testa, morsi di serpente
Messico per anemia e febbre
Sud America per allergie, anemia, artriti, infezioni batteriche, bolle, cancro, candida, problemi circolatori, coliti, raffreddori, stipsi, tosse, cistite, diabete, diarrea, dissenteria, febbre, influenza, infezioni da fungo, gastriti, problemi gastrointestinali, infiammazioni, malaria, faringiti, prostatiti, malattie respiratorie, morsi di serpente, sifilide, ulcere, disturbi urinari
Stati Uniti per allergie, infiammazioni, artriti, infezioni batteriche, bolle, cancro, candida, disturbi circolatori, raffreddori, stipdi, diabete, dissenteria, febbre, influenza, infezioni da fungo, problemi gastrointestinali, morbo di Hodgkin, leucemia, malattie del fegato, lupus, osteomieliti, parassiti, morbo di Parkinson, prostatiti, psoriasi, problemi respiratori, ulcerazioni della pelle, infezioni del tratto urinario, infezioni virali, verruche, come antidolorifico e antiossidante




                                                      PAU D'ARCO
Metodo principale di preparazione: tintura o decotto
Azioni principali (in ordine): anticandida, antimicotico, antivirale, antibatterico, anticancro
Usi principali:
  1. per Candida, lieviti e altre infezioni da fungo (da prendere internamente oppure usare come doccia o topicamente)
  2. per leucemia e cancro
  3. per raffreddori, influenza e altre infezioni batteriche o virali del tratto respiratorio superiore
  4. per malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, gonorrea, ecc.)
  5. per psoriasi e dermatiti
Proprietà/azioni documentate dalla ricerca scientifica: analgesico (antidolorifico), antibatterico, anticancro, anticandida, antimicotico, antinfiammatorio, antileucemico, antimalarico, antiparassitario, antitumorale, antivirale, insetticida
Altre proprietà/azioni documentate dall'uso tradizionale: anti-allergie, anti-ulcera, anticoagulante, antidissenterico, antiossidante, antireumatico, anti-veleno, astringente, cardiotonico (tonifica, equilibra, rafforza il cuore), epatotonico (tonifica, equilibra, rafforza il fegato), immunostimolante, lassativo
Preparazione tradizionale: ½ – 1 tazza di decotto di corteccia e/o di cuore del legno da prendere oralmente 2-4 volte al giorno (non preparare infusi/tea: non sono efficaci). Lo stesso decotto è tradizionalmente impiegato anche come doccia per le infezioni da lievito (usare una volta al giorno per tre giorni consecutivi) e applicata direttamente sulla pelle per i funghi cutanei (come i funghi delle unghie e il piede d'atleta)
Controindicazioni: Non sono state segnalate controindicazioni per i decotti di corteccia intera o per le tinture. In ogni caso:
  • Almeno uno degli elementi fitochimici isolati in pau d'arco (lapacholo) ha dimostrato delle possibili proprietà abortive. L'uso di pau d'arco è perciò sconsigliato in gravidanza
  • Un dosaggio elevato di decotto di pau d'arco (più di una tazza) può causare disturbi gastrointestinali e/o nausea. Non assumere ad alti dosaggi, salvo diversa prescrizione medica. Ridurre il dosaggio in caso di nausea.
Interazioni con farmaci: Nessuna documentata










AVVERTENZA: Le informazioni fornite in queste pagine hanno solo scopo informativo e sono tratte da pubblicazioni internazionali. Le proprietà naturali delle erbe sono unicamente da riferire alle comuni utilizzazioni nella tradizione popolare ed erboristica. I nostri prodotti non si propongono di diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia. Non si intende fornire suggerimenti per diagnosi o trattamenti di malattie. In caso di necessità consultare un medico.